Dunque, vado subito alle conclusioni, tanto questo blog lo leggiamo io e 4 gatti: qua, se va avanti così, finisce che a maggio voto PD... o dovrei dire che voto Renzi?
In attesa di avere mezz'ora per valutare più attentamente le misure poste nel DEF appena approvato, vi dico alcuni punti sui quali Renzi mi spiazza... in positivo:
1. Anzitutto fa quello che avrebbe dovuto fare Berlusconi 4 anni fa, Monti 3 anni fa e Letta un anno fa: dichiarare pubblicamente che dalla crisi ne possiamo uscire ma tutti (e proprio tutti) dobbiamo fare del nostro. Mi sembra che, a parte tagli e tasse, sia stato un sacrificio a senso un po' unico... Con Renzi, in due mesi, la riforma delle istituzioni (sistema elettorale, Senato, province) è, per quanto migliorabile, il contributo della politica; la riforma della PA, a cominciare dalla semplificazione negli acquisti, è il contributo da parte della burocrazia; il resto tocca tutti gli altri, con la differenza che si propone qualcosa che è un po' meno lacrime e sangue. Mi soffermo con un esempio: ieri a Lucca, mentre il mondo del volontariato rischiava l'ennesimo lamento sul tema della decurtazione del 5 per mille, Renzi ha detto che in un mese (12 maggio) presenta una proposta, raccoglie le osservazioni del settore, e a fine maggio presenta un ddl alle Camere. In cambio della stabilizzazione del 5 per mille (invece di fare una noiosa captatio benevolentiae) ha detto che però tutte le spese sostenute col 5 per mille dovranno essere attentamente rendicontate e rese trasparenti. Patti chiari amicizia lunga, nessuno si deve sentire un privilegiato... Well done!
2. Tutti gli annunci che sta facendo li concretizza, anche se talvolta schiaccia qualche piede: però credo che questa sia la fase in cui i vecchi metodi della politica dei tavoli, tavolini, commissioni, consultine, sottogruppi sia davvero tramontato; è l'agonia della vecchia politica, almeno credo...
3. Parla a braccio e prende appunti: evidente che non è impreparato, al contrario conosce bene ciò che dice e questo lo rende credibile. Non promette se non sa: ieri, sempre a Lucca, difronte ad alcune proposte sulla riforma delle local utilities, invece di assecondare il moderatore ha semplicemente detto "Il discorso è complesso, devo capirlo meglio, per ora vedo difficile accettare la tua proposta". Astonishing!
4. Sull'Europa l'approccio mi sembra molto condivisibile: i patti si rispettano, ma non è detto che siano i migliori possibili. Niente demagogia anti-europa, ma, anche nella campagna elettorale, lo slogan "Ce lo chiedi tu" mi sembra che emerga una consapevolezza che l'Europa non si discute, mentre le sue politiche, dall'interno delle sue istituzioni, si.
5. Infine ha evidentemente un modo di fare genuino: certamente avrà grandi guru della comunicazione dietro, però è difficile riuscire a risultare così se comunque non c'è una base di partenza buona prima. Credo che sia finora l'unico politico che ho sentito parlare per un'ora e non mi ha annoiato...
Bene, cosa ne dite Trentadenaristi?
Se poi qualcuno volesse scrivere qualcosa sull'Unione Bancaria, discussa qualche settimana fa e tacitata qui in Italia, sarebbe cortese!