martedì 11 febbraio 2014

La mia grossa grassa privatizzazione italiana

Era effettivamente un po' di tempo che non ritornavano di moda le ottime privatizzazioni in salsa italiana. Ce ne sarebbe da scrivere in proposito: Da Rold, su ilsussidiario.net, ha scritto un romanzo a puntate davvero molto interessante (ecco la prima). Però racconto solamente un episodio simpatico delle ultime settimane.
Ero a cena con uno dei più importanti esperti di non profit al mondo, docente americano pluricitato nelle pubblicazioni di mezzo mondo.
Stavamo cercando di fargli capire le ultime decisioni del Governo in tema di privatizzazioni: "You know..., c'è bisogno di dismettere alcune proprietà statali per ridurre lo stock di debito; questo è anche un modo per rendere più "popolari" queste decisioni che generalmente popolari non sono, soprattutto se la privatizzazione riguarda aziende molto delicate...".
Mentre lui incalzava con le domande ho realizzato questo pensiero. Ma è vero o no che noi privatizziamo dagli anni '90 ma il debito continua a salire? E siamo al 133% del rapporto debito/PIL! Vabbè, c'è la crisi, ma qualcosa vorrà dire che lo Stato vende ma il debito non si riduce: forse, in effetti, dietro lo specchietto per allodole della riduzione del debito c'è la consapevolezza che svendendo qua e là, per un altro po', si possono rinviare certe riforme di spesa??**
Sentite ora che cosa ha raccontato questo luminare, mentre restava shoccato della situazione italiana: in diversi paesi, USA ma anche Germania, Olanda e perfino in Asia, si è verificato più volte il fenomeno che lui chiama della philanthropization, vale a dire che grossa parte o tutto il ricavato di una privatizzazione viene destinata ad un fondo in mano a fondazioni ad hoc che investono a scopo sociale. Privatizzi l'industria automobilistica? I ricavati finiscono in mano ad una fondazione che gestirà il patrimonio per promuovere progetti ed iniziative in favore dei lavoratori o della ricerca su quel settore industriale.
Mi domando: ma cosa succederebbe se i nostri comuni, invece di continuare a buttare via soldi nelle utilities decidessero di privatizzarle (se non riescono a gestirle meglio!) e investire il ricavato nella spesa per il sociale che stanno continuando a tagliare? Per non parlare della spesa sociale a livello nazionale...
Fantascienza, però l'idea mi stimola... E a voi?

**Per esempio (piccola nota polemica): mi spiegate l'investimento di Poste italiane in Alitalia? Ma più della mossa in sè, come si fa a smentire la Commissione UE che parla di aiuti di stato? O a dire, come ha fatto un nostro ministro, che si tratta di una vera partnership industriale?! My goodness!!!

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