giovedì 13 febbraio 2014

Parola di Economist!

Nel numero dell'Economist dell'8-14 febbraio, la consueta rubrica "Leaders" parla della prossima Commissione Europea e della situazione del vecchio continente.
Premessa: in tempi non sospetti, quando si cominciava a parlare del successore di Bernanke alla FED, il candidato naturale di Obama era Lawrence Summers, ex segretario USA al Tesoro sotto Clinton. Eppure "this newspaper" (come di solito la redazione usa riferirsi al giornale quando esprime una valutazione di questo genere) suggeriva che "fittava" molto di più per quel posto Janet Yellen. Sappiamo come la cosa è finita.
Torniamo all'Europa. This newspaper ha prima evidenziato lo stato comatoso dell'economia europea, cosa effettivamente condivisibile. Parla poi delle incombenti elezioni europee, evidenziando il rischio di numerosi europarlamentari provenienti da liste euroscettiche, e anche su questo non si può dargli torto. Riprende poi la novità di queste elezioni per cui il Presidente della Commissione Europea sarà scelto dal Consiglio Europeo tenendo conto dei risultati delle elezioni per il Parlamento: in poche parole, anche se non esiste un vero vincolo, le liste presenti alle elezioni che risulteranno maggioritarie in parlamento indicheranno il nome del successore di Barroso. In questi mesi i candidati sono già stati presentati o pseudoconfermati, ed è qui che this newspaper comincia a divertirsi: Schulz per il PSE (presidente del Parlamento Europeo sul cui cattivo funzionamento l'Economist non risparmia critiche); Junker, il più accreditato per ora per il PPE (ex premier del Lussemburgo, piccolo paese dell'Unione lamenta this newspaper); Verhofstadt per l'ALDE. Giudizio finale: tutti "Euro-crats" (e devo dire che proprio tutti i torti non li ha...).
Ma allora cosa suggerisce this newspaper?
In una chiosa straordinaria, l'Economist lancia la bomba: a suo parere bisognerebbe bypassare i risultati elettorali, perchè tanto i cittadini europei non votano consapevolmente, e propone alla Merkel (occhio: alla Merkel, non al Consiglio Europeo!!) che il nome giusto è Christine Lagarde.
Devo dire che non mi fa strano il nome della Lagarde, ma più che altro il metodo che l'Economist propone, alla faccia del deficit democratico di cui si accusa la UE. Ciò detto, se va a finire così, bisogna abbonarsi all'Economist per sapere in anteprima cosa succederà!
Ah, dimenticavo! Andrà nominato anche il Presidente del Consiglio Europeo, successore di Van Rompuy: sapete chi è il preferito di this newspaper? Mario Monti: parola di Economist!

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