mercoledì 19 febbraio 2014

Politically (o technically?) correct

Si sta discutendo in questi giorni di totoministri. In attesa del nuovo governo però, pensavo a un tema trito e ritrito di questi anni: meglio un tecnico o un politico? Soprattutto su ministeri chiave (Economia, Welfare, Giustizia, Coesione territoriale...)
E pensando alle varie ragioni per le quali di solito si parla in favore dei tecnici, sono arrivato a queste riflessioni che vi do in pasto qui sotto. Magari sbaglio, ma ne viene fuori un quadro sconfortante: quanto più ci si affida ai tecnici, tanto più vuol dire commissariamento non del Paese ma dei partiti di un Paese. A ben vedere, quello che è successo in Italia dal 2011 in poi... Stiamo freschi!
Ecco alcuni spunti: aggiungete pure nei commenti!
1. "Il tecnico è meglio perchè in certe posizioni serve una figura competente"
D'accordo, ma allora mi domando: se un partito o una coalizione non ha una persona competente per governare, che si candida a fare??!!
2. "Il tecnico è meglio perchè conviene che non sia legato alla politica"
Si, ma qualunque tecnico ha una posizione politica (magari non partitica, ma politica si!). Un esempio: sulla gestione della crisi non è che ci sia una "cura" scientifica esatta, tanto che per uno che propone l'austerity ce n'è un altro che rilancia sui consumi e sul debito (Abenomics dice qualcosa?). Quindi qualunque tecnico avrà sempre una visione politica che è quella che sta dietro alla teoria economica cui si ispira. E allora l'argomento della neutralità decade.
3. "Il tecnico è meglio perchè conviene che non sia legato ai partiti"
Ho capito, ma alla fine dovrà pur far passare le sue decisioni dal Consiglio dei Ministri e dal Parlamento: perciò o si instaura una oligarchia tecnica o non regge...
4. "Il tecnico fa scelte che il politico non farebbe"
Questo mi fa arrabbiare, perchè il tecnico, come dicevo, fa comunque scelte politiche. La riforma delle pensioni con la quale andrò in pensione a 145 anni (che comunque capisco e condivido) l'ha fatta un ministro tecnico, ma sottintende una scelta politica che riguarda la totalità del popolo. Allora sarebbe giusto che almeno un qualunque fesso che ha diritto di voto possa almeno esprimersi prima o eventualmente dopo se gli sembra giusto o no. Perciò scelte impopolari dovrebbero comunque avere un avallo democratico, sennò diciamocelo che votiamo per hobby!
5. "Il tecnico ce lo chiede l'Europa" (tra poco persino le mamme faranno mangiare la verdura ai bambini dicendogli che lo chiede l'Europa...)
L'Europa ha una visione politica ed economica molto chiara e per nulla asettica. Lo dimostrano perfino le discussioni sulle decisioni della BCE.  Quindi in realtà l'Europa al massimo chiede di adottare certe politiche e suggerisce tecnici in linea con quell'orientamento.
6... voi che dite?
ps: naturalmente lungi da me sparare contro gli ultimi governi... È solo per rimarcare che il problema di questi anni è il deficit dei partiti, non la presenza dell'Europa, dei poteri forti o altro...  #siamotuttinellastessa@fabriziobarca




Nessun commento:

Posta un commento